Negramaro @ Palalottomatica – Roma 2013

30 Novembre – 01 Dicembre 2013

(fonte articolo di Mattia Marzi )

Il tour nei palasport dei Negramaro, ieri 30 novembre , ha fatto tappa a Roma; la band capitanata da Giuliano Sangiorgi è tornata nella capitale a circa quattro mesi di distanza dal concerto allo Stadio Olimpico dello scorso luglio con il quale ha festeggiato i suoi primi dieci anni di carriera. PalaLottomatica gremito per l’occasione – il sold out era stato annunciato già qualche giorno fa. 

Giuliano & Negramaro fanno il loro ingresso alle 21 in punto, accolti da un gioco di luci rosse e dal delirio generale della folla. Idealmente parlando, la scaletta del concerto dei Negramaro si compone di alcuni segmenti principali: molti brani marcatamente rock (che hanno aperto e chiuso il concerto – cinque di questi ne hanno rappresento anche il fulcro centrale), brani pop/rock riarrangiati per essere suonati in versione acustica e brani che hanno visto il frontman dei Negramaro sedere al pianoforte per accompagnarsi piano e voce.

Si parte in quinta con “Ti è mai successo?” e con il parterre che canta e salta incitato da Sangiorgi. I Negramaro sono una centrale elettrica carica di energia e Giuliano, in particolar modo, appare in formissima; lo dimostra sin dal secondo brano in scaletta, “La giostra”, volteggiando sul palco illuminato da luci coloratissime e giocando con il pubblico (“Quella curva che gira… Quell’altra curva che gira…). Per il successivo “Nuvole e lenzuola” dagli spalti si alzano tutti in piedi a cantare e a ballare insieme ai Negramaro: nel finale, Sangiorgi raccoglie una bandiera dei quattro mori che gli viene offerta da un fan in prima fila nel parterre e la indossa a mo’ di mantello urlando “Forza Sardegna!”. Si procede senza pause e senza troppe parole e in “Meraviglioso”, con il frontman dei Negramaro che imbraccia una chitarra acustica, l’atmosfera sembra farsi più pacata rispetto alla partenza. Ma un attimo dopo si torna a ballare con “Londra brucia”, “L’immenso” e “Via le mani dagli occhi”, durante la quale Giuliano raggiunge in ginocchio il limite del palco e sfiora le mani dei fan.

Con “Via le mani dagli occhi” si passa dal primo al secondo segmento della scaletta del live: dopo un veloce cambio d’abito Sangiorgi torna sul palco con un elgante abito nero con tanto di cappello a bombetta; alcuni virtuosismi alla chitarra acustica anticipano “Un passo indietro” (con qualche vocalizzo di troppo). Poi, Giuliano si rivolge al pubblico romano: “Forse non l’ho mai detto, ma in realtà io vivo a Roma. Quindi ho tanti fratelli romani: è per questo motivo che adesso chiamo qui sul palco insieme a me un amico con il quale tante volte ci ritroviamo a casa a non far nulla”. E sul palco, a sorpresa, sale Niccolò Fabi: i due si esibiscono insieme sulle note di “Costruire” e verso il finale Sangiorgi si inginocchia ai piedi del cantautore romano che sorridendo sussurra al microfono “Non esagerare”. L’abbraccio tra i due, con gli applausi del pubblico a fare da sfondo, è uno dei momenti più belli dell’intero concerto. Per “Estate”, introdotta al pianoforte da Andro.Id, il frontman della band si siede su uno sgabello e con le mani sul cuore si esibisce in uno dei suoi pezzi più belli (da segnalare l’omaggio finale – con imitazione – a Franco Califano). Il malinconico organetto suonato da Andrea De Rocco fa invece da contorno ad una bella versione di “Solo 3min”.

“Sei” fa da cerniera dal “segmento acustico” a quello successivo; non appena il resto dei Negramaro raggiunge Sangiorgi e De Rocco sul palco, si torna al rock: è questo il fulcro centrale dell’intero concerto. Con grinta, i sei Negramaro si esibiscono con tre dei loro successi più grandi, rispettivamente “Sole” (una vera esplosione di luci), “Mentre tutto scorre” e “Voglio molto di più”. Il PalaLottomatica va letteralmente in tilt e Giuliano & Co. si divertono a fare baldoria, soprattutto quando (nel pezzo parlato di “Mente tutto scorre”) armati di bacchette scaricano tutta l’adrenalina che hanno in corpo su alcuni tamburi e quando (nel finale di “Voglio molto di più”) invitano alcuni fortunati fan a salire sul palco e a scatenarsi tutti insieme. Successivamente, Sangiorgi rimane solo sul palco: si siede allora al pianoforte e con grande naturalezza omaggia Califano (“Ar poeta de Roma”, sussurra al microfono) interpretando “Roma nuda” per poi proporre la sua “Ottobre rosso”.

Per l’ultimo segmento della scaletta del live si torna al rock (“Se non siete stanchi balliamo un altro po’”, urla rivolgendosi al pubblico il frontman della band salentina): è la volta di “Singh-iozzo”, “E’ tanto che dormo?” (con saluto ad Albano, ieri sera seduto tra gli spalti a godersi il concerto – “Di voci così non se ne fanno più”) e “Parlami d’amore”, al termine della quale Sangiorgi scende in mezzo al pubblico. Poi una doppia versione di “Una storia semplice”, prima eseguita nella versione contenuta nell’album omonimo e poi in versione dubstep (con il PalaLottomatica che si trasforma in un’enorme discoteca). E questa sera si replica.  – powered by Kick Agency –

 

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