Jacob Collier @ Roma Jazz Festival 2016

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9 Novembre 2016

Jacob Collier ha ventidue anni, viene da Londra e suona da solo. Questa volta abbiamo avuto a che fare con il “genio puro”. Kick Agency – B2B Production Management

Uno dei nostri Production Manager tornando in ufficio ha detto di Jacob Collier:” Incredibile..Poi praticamente aveva questa specie di harmonizer artigianale, progettato da lui e Ben Bloomberg al MIT di Boston. Una macchina unica per armonizzare la sua voce durante gli show”. Abbiamo indagato ed ecco di cosa si tratta su Audioxpress.com

Jacob Collier pratica una quantità di strumenti: dal pianoforte al contrabbasso, dalla batteria alla fisarmonica alle percussioni, canta e fa beatboxing. Suona di tutto: gli standard, Michael Jackson, Stevie Wonder, il jazz, il soul. Ma soprattutto Jacob Collier è forse il primo di una nuova generazione di musicisti, arrivati al successo non attraverso i canali tradizionali, ma sfruttando le nuove tecnologie. Primo fra tutti YouTube, dove dal 2011 anni ha cominciato a caricare video musicali, di qualità professionale, interamente realizzati in casa, da solo, nella sua camera. Il primo disco, “In My Room”, è arrivato solo nel 2016.

Dice di lui Melania Bisegna di Nerdsattack.it: “Se avessi vent’anni e Stevie Wonder, Quincy Jones e Pat Metheny ti dicessero che sei un talento assoluto della musica… come reagiresti? Ti esibiresti in calzini e pantalone patchwork (in stile Festa dell’Unità) ringraziando tutto e tutti per ogni momento che ti è stato concesso di vivere su un palco o ti atteggeresti come la superstar del momento? Il nostro amico fa parte della prima scuola, di quella in cui si studia forte per diventare qualcuno e i bagni di umiltà sono il pane quotidiano (poi se il tutto è condito da talento smisurato e una discreta dose di fortuna e un sapiente uso di youtube il gioco è fatto).

‘In my room’ è il primo disco di questo giovane talento londinese, ricordiamo autodidatta, e in occasione della seconda serata del Roma Jazz Festival ho avuto l’onore di vederlo dal vivo dopo mesi di stalkeraggio su youtube e altri social. Il palco della Sala Petrassi è invaso da una miriade di strumenti, dal contrabasso al pianoforte a coda, dalle tastiere alle percussioni, dal vocoder ai bassi alla chitarra acustica.

L’atleticità e l’energia dei suoi ventidue anni appena compiuti giocano certamente a favore! Sfido chiunque tra i colleghi più anziani a saltare come grilli tra uno strumento senza lasciare una nota fuori posto. Ma parliamo del fattore primario intorno a cui gira tutta l’opera: il canto. La capacità di questo musicista della generazione youtube è quella di toccare note bassissime baritonali per poi toccare elevatissime vette di acuti cristallini creando armonizzazioni preregistrate e sovrapposte.

L’idea che sul palco si materializzino fino a dieci persone è resa possibile dal contributo digitale grazie all’uso dei visual alle sue spalle che registrano in tempo reale, con un breve ritardo che permette la sovrapposizione dei movimenti di Jacob danzante tra i vari strumenti sul palco. I

nsomma quasi due ore di spettacolo di altissimo livello tra jazz, funky e beatbox sapientemente miscelati, concluse da due encore e due meritatissime standing ovation e una grande lezione sull’umiltà. Ci inchiniamo noi, sinceramente, al tuo talento.”

Si ringraziano le fonti


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