Einstuerzende Neubauten @ APdM Roma 2014

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30 Novembre 2014

(fonte www.xtm.it di di Gianluca Grasselliwww.loudvision.it di  Emanuela Vh. Bonetti, www.outsidersmusica.it fotografica di Ernesto Notarantonio, www.vignaclarablog.it, foto di ,  )

I teutonici Einstuerzende Neubauten fanno l’ingresso sul palcoscenico dell’Auditorium Parco della Musica di fronte alla platea e alle gallerie al completo…

Einstuerzende Neubauten è un nome che, nel panorama della musica alternativa, ha sempre richiamato un gran numero di curiosi e fan devoti. Nati nel 1980 a Berlino, sono da subito diventati i pionieri di un genere nuovo, così distante dalla musica comunemente intesa da essere definito “industriale”. Infatti, caratteristica tipica di questo gruppo è l’utilizzo di una strumentazione “da lavoro” come martelli pneumatici o lamiere di metallo. Negli anni, sono riusciti a plasmare un genere dai nuovi livelli di creatività artistica. Da quest’anno, sono in tour con il loro ultimo lavoro: ‘Lament’, un’opera scritta in collaborazione con l’Università Humboldt di Berlino in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale. Le tappe italiane di questo tour sono state: Bologna, Torino e Roma.

I teutonici Einstuerzende Neubauten fanno l’ingresso sul palcoscenico dell’Auditorium Parco della Musica di fronte alla platea e alle gallerie al completo. Il primo brano, War Machinery, è un inquietante miasma di rumore rugginoso e inumano. Pesanti catene vengono rovesciate su una lastra di ferro e poi attorcigliate a vecchi bidoni metallici, le bacchette picchiano su delle molle fissate alla batteria, la chitarra stride acuta. Ogni membro del gruppo fatica per plasmare questa coltre di rumore, pesante da sostenere. Il testo, trascritto su dei grandi cartelli mostrati da Blixa Bargeld, è una descrizione della guerra come qualcosa in continuo divenire. “War does not break out. It waits, for a singular but thousandfold: Hurrah”. (“La Guerra non esplode da sé. Aspetta, per un unico ma molteplice: Hurrah”). Un urlato “Hurrah” sovrasta la platea che viene travolta da questo inizio impetuoso. La guerra è iniziata.

Il concerto degli Einstuerzende Neubauten prosegue con Hymnem, ricostruzione moderna di un inno nazionale comune a più nazioni, in cui inglese e tedesco si intrecciano su una melodia trionfante, seguita da The Willy-Nicky Telegram, un telegrafico duetto tra lo Zar Nicholas di Russia (interpretato da Alex Hacke) e il Kaiser tedesco Wilehlm (interpretato da Blixa Bargeld). I due si scambiano, su un tappeto di elementi elettronici, infondate proposte di pace per poi dichiararsi guerra nell’ultima strofa. Sul palco gli Einstuerzende Neubauten si confermano maestri nella creazione di suoni e rumori dagli strumenti e oggetti più disparati. Durante l’esecuzione di Achterland, vecchie stampelle in legno vengono utilizzate per scandire, con lentezza, il tempo su un’atmosfera cupa e sinistra creata da grandi bossoli di missili messi in risonanza. Un’atmosfera poi lacerata dalle grida viscerali di Blixa, portatrici di una sofferenza profonda consapevole dell’orrore umano. In In The Loopgraaf portano in scena l’agonia di un soldato costretto tra le trincee; il senso di claustrofobia del brano è portato ai suoi estremi da un filo spinato percosso da bacchette metalliche: un suono gelido e sofferente che richiama un osseo digrignare di denti.

La complessità dell’opera degli Einstuerzende Neubauten e la sua importanza scenica si manifestano nella travagliata Der 1. Weltkrieg (Percussion Version). Come spiega Blixa Bargeld, è una sessione ritmica suonata in un tempo di 4/4, ad una velocità di 120 battiti per secondo. Ogni battito rappresenta un giorno di guerra e ogni percussione, in questo caso dei tubi di plastica, rappresenta una nazione. L’intero Conflitto Mondiale diviene così una complessa composizione che vede Alexander Hacke, Jochen Arbeit e Rudolf Moser impegnati a scandire ogni singola giornata di ogni potenza. Questo rituale, ai limiti del tribale, riesce in qualche modo ad evocare alla perfezione l’entità della strage che fu la Prima Grande Guerra.
L’attenzione posta dagli Einstuerzende Neubauten alla ricostruzione storica nella propria opera è più evidente che mai nel brano intitolato Pater Peccavi. Blixa e colleghi si avvalgono di registrazioni di alcuni prigionieri di guerra, prima fedelmente custodite nell’archivio dell’Università Humboldt di Berlino. Ogni membro del gruppo, con grande teatralità, porta all’orecchio la propria registrazione prima di condividerla col pubblico come dei premurosi custodi di un segreto fragile.

Prima del termine dello spettacolo degli Einstuerzende Neubauten un piccolo inconveniente spaventa pubblico e gruppo. Infatti Blixa in un momento di disattenzione precipita dal palco infortunandosi una gamba. Uno spiacevole incidente che lo costringerà su una sedia ma non sarà motivo di interruzione del concerto. L’ultimo brano: All Of No Man’s Land Is Ours è una canzone composta da un battaglione statunitense composto da soli afroamericani che, ritornati vittoriosi dalla guerra nel loro paese, non trovarono altro che odio razziale.

‘Lament’ non è il classico concerto degli Einstuerzende Neubauten. E’, piuttosto, una ricostruzione della Prima Grande Guerra, o forse la loro visione della guerra in generale. Un’entità sotterranea che si nutre di meccaniche metalliche e discordie, in continua evoluzione e in costante movimento. Un susseguirsi di paesaggi sonori immersi prima nel silenzio e poi bombardati dall’impeto degli strumenti. ‘Lament’ è un’opera che dà voce a poeti dimenticati e soldati disonorati. Una spirale di rumore da cui emerge un tetro e flebile lamento, che si fa sempre più forte, sempre più assordante. Fino a diventare un grido: “Hurrah!” – powered by Kick Agency –

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