Dave Matthews Band @ Palalottomatica – Roma 2015

20 ottobre 2015

La Dave Matthews Band torna in concerto a Roma a cinque anni dall’ultimo tour in Italia. Lo stile unico della band americana si contraddistingue ancora una volta per il suo alternative-fusion rock e conquista facilmente fan ed intenditori.

“Sono passati cinque anni dal loro ultimo tour italiano, tour che fece seguito al grande ritorno nell’epico concerto di Lucca (3 ore e 20 minuti di set) e ritrovo la band più o meno dove l’avevo lasciata: tantissimi chilometri macinati senza sosta palco dopo palco e un disco prossimo venturo di cui si sa poco o niente, salvo la scelta del produttore (quel Rob Cavallo ai comandi in Big Whiskey and the Groogrux King, del 2009), e del quale probabilmente ho sentito una piccola anticipazione nei due inediti eseguiti questa sera, Black and Blue Bird e Death on the High Seas, che vede Dave Matthews in una delle sue rarissime incursioni al pianoforte. Sul palco insieme a lui, l’ormai rodata formazione estesa, con Rashawn Ross alla tromba, Jeff Coffin al sax e Tim Reynold alla chitarra elettrica, oltre agli storici Beauford, Tinsley e Lessard.

Negli Stati Uniti i numeri dal vivo della Dave Matthews Band sono paragonabili solo a quelli di Bruce Springsteen: tour infiniti in stadi sempre pieni, concerti dalla media di tre ore, scalette sempre diverse che attingono da più di venti anni di discografia, pensate prima di tutto per divertire loro stessi e il pubblico, lontane dalle dinamiche di marketing che solitamente impongono di suonare i pezzi più recenti. D’altra parte Dave e soci non hanno bisogno di assecondare il mercato, e mai ne hanno avuto. Il loro rapporto con i fan l’hanno costruito dal vivo, un concerto dopo l’altro, chi li ha visti almeno una volta sa che esperienza unica sia un loro live.”

Emanuele Mancini per www.onstageweb.com

“L’aspettativa era davvero molto alta. La Dave Matthews Band rimane una di quelle celebri formazioni statunitensi che deve le proprie fortune alla dimensione live. Per questo oggi, ma anche per il futuro, merita una location adatta che valorizzi al massimo la performance. Indubbiamente il Palalottomatica non è il posto perfetto, dal punto di vista acustico, nonostante le innumerevoli migliorie che in questi anni sono state apportate. Però va detto che l’impatto scenico e la posizione del palco hanno permesso di godere, dal punto di vista visivo, a pieno del concerto sia dal parterre che dagli anelli.

Parliamo di una band che per prima nella storia della musica moderna, ha piazzato ben sei album al primo posto delle vendite. Eppure di “commerciale” il combo possiede assai poco. Mai uguale a se stessa, ed inesauribile fonte di creatività. E così le stesse hit più classiche come “Crash into me”, “Death on the high seas” e la bellissima “Don’t drink the water”, suonano ammalianti come al primo ascolto. Dave Matthews può permettersi di rivoluzionare la scaletta, i tempi e le stesse canzoni senza mai incidere negativamente sulla qualità dell’esibizione. Parliamo di veri rivoluzionari del rock, che predicano il loro verbo da oltre venti anni. E i rivoluzionari, nella musica come nella vita si ascoltano sempre con attenzione e piacere.”

Emiliano Le Moglie per www.rocklab.it 

 

Foto

Riccardo Arena per www.rockol.it

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