Alter Bridge @ Atlantico Live – Roma

11 Novembre 2013

Temperatura altissima (in tutti i sensi possibili) per l’entrata degli Alter Bridge, ad onor del vero forse l’accoglienza più calorosa mai vista a Roma per uno show dei Blackbirders. Un Atlantico vicino all’implosione viene fatto deflagrare dal nuovo singolo Addicted to Pain, con la sua carica minimale punzecchiata dalla voce di Myles Kennedy che coraggiosamente prova a farsi sotto, con buona pace di un settaggio vocale vicino allo zero. Dopo numerosi gesti da parte del sempre disponibile e sorridente vocalist degli Alter Bridge, la situazione pare limarsi con White Knuckles, altra gradita sorpresa per le scalette di questo tour. Per due tracce ancora rimaniamo in territorio Blackbird (Come To Life e Before Tomorrow Comes) con il pubblico, accorato e di vecchia data, già rapito senza condizionale. Per Alter Bridge la cornice rimane impressionante: pochissimi spazi liberi, cori ad ogni canzone, boati provenienti da ogni ordine di posto per gli assoli dell’irrefrenabile Mark Tremonti. Alla fine della giostra rimarrà lui il vero elemento imprescindibile del live.

Dopo il breve intermezzo dedicato ad AB III con l’emotiva Ghosts of Days Gone By, song che già nel 2011 si era fatta apprezzare per un lungo acuto finale di Myles, in grado di spazzare via qualsiasi forma di superficiale scetticismo sulla resa live del vocalist di Boston, la band a stelle e strisce dà vita ad una serie di brani di rara solidità. La tripletta Metalingus – Blackbird – Broken Wings , posta volutamente a metà dell’esibizione, lancia a tutti i presenti un segnale inequivocabile: le radici discografiche della band non solo sono un bacino inesauribile da cui attingere di volta in volta rinnovata vitalità, ma soprattutto il parere positivo dei fan su di esse, non è lasciato inascoltato.

Metalingus è adrenalina pura, Broken Wings trascende gli umani sentimenti, Blackbird è l’estasi di Santo Myles. Nel mezzo non passa inosservata la nuova Waters Rising, traccia nazional popolare chiesta a gran voce anche dai pochi fan che hanno assistito al soundcheck. Inutile dire che non si rimane mai delusi: alla voce c’è Tremonti, che dopo l’esperienza solista (due date in Italia l’anno passato ndr) è tranquillamente in grado di reggere il palco con presenza granitica.

Il brano è disegnato sul chitarrista e l’assolo conclusivo è un accento favoloso: la resa live del ragazzone di Detroit, acustica a parte, rimane spaventosa. Arriviamo al duetto cucinato e servito dalla Roadrunner Records (etichetta condivisa da Alter Bridge e Halestorm ndr) in occasione di Watch Over You, con Lzzy e Myles interpreti fedeli di una delle ballad più sentite dal pubblico femminile. Piccola nota di costume: per l’occasione la Hale veste i bianchi panni della dama d’occasione. Prima delle due tracce encore finali, si possono apprezzare due dei brani migliori degli Alter Bridge dall’ultimo uscito Fortress, Farther Than The Sun e Lover, che si la lasciano gustare soprattutto per la carica trascinante (la prima) e l’atmosfera introspettiva tendente al malinconico (Lover), fotografie perfette dell’eccellente connubio tra resa live e registrazioni in studio.

Isolation viene presa come ennesimo invito a lasciarsi trascinare dal muro di suono prodotto dagli Alter Bridge che si divertono a fare hard rock, mentre l’inno Open Your Eyes lascia spazio ad emozioni tutto sommato contrastanti di chi sa che l’’onda sonora incontrollabile’ sta per esaurirsi anche stavolta. E se Calm the Fire è accolta con un boato di approvazione ( è una delle novità più fresche dell’album appena uscito) Rise Today rappresenta invece il canto del cigno: brano simbolo per la fine degli show,  racchiude i fan presenti tra le proprie braccia. Sebbene la scaletta degli Alter Bridge lasciasse fuori per forza di cose svariati pezzi di cui i fan avrebbero voluto godere, hanno mantenuto un equilibrio raro nella scelta dei pezzi, non tralasciando come sempre l’esecuzione, ai limiti del maniacale. Tutto lascia intendere che anche per Roma sia definitivamente arrivato il momento del grande salto salto. – powered by Kick Agency –

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